Prevenzione di violenza e molestie nei luoghi di lavoro: un traguardo per le pari opportunità

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Il Decreto‑Legge 159/2025 introduce un cambiamento significativo nella normativa italiana sulla sicurezza del lavoro: con l’aggiunta della lettera z-bis all’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 è previsto l’obbligo da parte dei datori di lavoro di programmare misure di prevenzione specifiche contro condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.
Questo passo segna una svolta fondamentale: la tutela della dignità, della parità e delle pari opportunità entra pienamente nel quadro della sicurezza sul lavoro.

Perché questa modifica è rilevante per le pari opportunità

La prevenzione di molestie e violenze non riguarda solo questioni di sicurezza o benessere, ma tocca in modo diretto l’uguaglianza di trattamento, il diritto a un ambiente di lavoro libero da discriminazioni e la possibilità per tutti – e soprattutto per le donne, storicamente più esposte – di operare in condizioni di dignità. L’integrazione nel D.Lgs. 81/2008 riconosce che la salute psico-fisica e la libertà da molestie sono parte integrante della tutela del lavoratore e della lavoratrice.

Le pari opportunità non si realizzano solo attraverso policy generali, ma anche tramite ambienti di lavoro che prevengono attivamente comportamenti ostili, molestatori o discriminatori. Con questa norma, il contesto normativo fa un salto: dalle singole segnalazioni alla programmazione sistemica di politiche preventive.

Che cosa cambia concretamente nelle imprese

Tra le principali novità si segnalano:

  • l’obbligo per il datore di lavoro di valutare e programmare misure specifiche contro violenza e molestie, attraverso la revisione del Documento di Valutazione dei Rischi e di eventuali protocolli aziendali.
  • l’obbligo di formazione mirata per preposti, dirigenti e RLS sulla gestione dei rischi psicosociali, molestie e conflitti relazionali.
  • la definizione di procedure interne protette di segnalazione e presa in carico delle vittime, e la garanzia di riservatezza e non ritorsione.
  • un allargamento della cultura della sicurezza: non più solo protezione da infortuni fisici, ma tutela delle relazioni, del rispetto e della pari opportunità tra tutti i lavoratori.

Verso una cultura aziendale inclusiva

La norma apre quindi una nuova fase: le imprese non sono chiamate solo a gestire singoli comportamenti lesivi, ma a costruire ambienti inclusivi, dove la prevenzione diventa uno strumento per le pari opportunità. In tal senso, la formazione, l’informazione e la leadership inclusiva assumono un ruolo centrale. Le organizzazioni che sapranno tradurre la norma in pratica – promuovendo ascolto, rispetto, empowerment delle persone – costruiranno non solo luoghi di lavoro più sicuri, ma anche più attrattivi e responsabili.

La sicurezza non è solo protezione fisica: è anche rispetto, ascolto e tutela della dignità.

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