Dal 13 ottobre 2026 l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha avviato la campagna “Healthy Workplaces – Together for mental health at work“, dedicata alla prevenzione dei rischi psicosociali. Per tre anni, fino al 2028, porterà il tema della salute mentale nelle organizzazioni di ogni settore e dimensione.
Perché una campagna sulla salute mentale, e perché ora
Quasi un lavoratore europeo su due (45%) dichiara di essere esposto a rischi per il proprio benessere mentale sul lavoro, e il 29% riferisce stress, ansia o depressione causati o aggravati dal lavoro. Sono i dati con cui EU-OSHA ha presentato la campagna. L’indagine OSH Pulse 2025 aggiunge che il 37% dei lavoratori avverte una stanchezza generalizzata.
Le conseguenze non riguardano solo le persone. L’esposizione prolungata ai rischi psicosociali si traduce in assenze, lunghi periodi di malattia, calo di produttività e costi più alti per le organizzazioni, con ricadute sull’intera società.
Sul piano degli obblighi, il messaggio dell’Agenzia è netto: i datori di lavoro hanno il dovere di tutelare la salute dei lavoratori, compresa quella mentale. Le evidenze più recenti, però, mostrano che le organizzazioni spesso esitano ad affrontare i rischi psicosociali e dichiarano di non avere competenze o risorse sufficienti. La campagna nasce per colmare questo divario con dati, soluzioni basate sulle evidenze e strumenti pratici.
Sul piano strategico, la campagna è allineata al Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, all’iniziativa della Commissione europea sui posti di lavoro di qualità (Wider Quality Jobs) e all’approccio globale della Commissione alla salute mentale. In Italia il riferimento di partenza resta l’obbligo di includere lo stress lavoro-correlato nella valutazione dei rischi (art. 28 del D.Lgs. 81/2008).
A chi si rivolge
La campagna parla a tutti coloro che contribuiscono a creare luoghi di lavoro capaci di sostenere la salute e il benessere delle persone. EU-OSHA parla di responsabilità condivisa e indica questi destinatari:
- datori di lavoro di ogni dimensione;
- lavoratori di tutti i settori e di ogni background;
- parti sociali, cioè sindacati e associazioni dei datori di lavoro;
- decisori politici a livello nazionale, regionale ed europeo;
- ispettori del lavoro e autorità di controllo;
- professionisti della salute e sicurezza sul lavoro;
- organizzazioni attive sulla salute mentale, associazioni femminili e giovanili, organizzazioni per l’inclusione LGBTIQ+;
- ricercatori, formatori e professionisti dei media.
L’Agenzia insiste su un punto: la salute mentale al lavoro si costruisce solo se datori di lavoro e lavoratori collaborano e si consultano. Un’attenzione particolare va ai settori più esposti ai rischi psicosociali, come la sanità e l’assistenza sociale, e a quelli in cui questi rischi sono spesso sottovalutati, come l’edilizia e l’agricoltura. Più in generale, la campagna dichiara di non voler lasciare indietro nessuno, con le piccole imprese e i lavoratori più vulnerabili al centro.
Gli obiettivi
La campagna vuole spostare l’attenzione dalla gestione dei problemi alla loro prevenzione. In concreto si pone questi traguardi:
- Sensibilizzare sull’impatto dei rischi psicosociali su persone e organizzazioni.
- Promuovere la prevenzione, incoraggiando la valutazione dei rischi psicosociali e buone pratiche di gestione.
- Coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti nelle decisioni sull’organizzazione del lavoro.
- Collegare rischi psicosociali e rischi fisici, perché la salute mentale va trattata dentro un approccio globale alla sicurezza e alla salute sul lavoro.
- Costruire ambienti di lavoro di supporto, inclusivi e mentalmente sani, in tutti i settori.
Il risultato atteso è una vera cultura della prevenzione dei rischi psicosociali tra datori di lavoro, manager, lavoratori e loro rappresentanti. Gli strumenti sono quelli tipici delle campagne EU-OSHA: guide, materiali pratici, la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro e i Premi per le buone pratiche, che daranno visibilità alle best practices messe in atto da Enti e organizzazioni.
Le cinque aree prioritarie
Per affrontare le sfide specifiche dei diversi contesti e proteggere meglio i lavoratori più vulnerabili, la campagna si articola in cinque aree. Ciascuna sarà accompagnata nel tempo da report, schede informative, infografiche e casi di studio.
| Area prioritaria | Di cosa si occupa |
|---|---|
| Valutazione e gestione dei rischi psicosociali | La prevenzione e la gestione dei rischi psicosociali è il fondamento della salute mentale al lavoro. |
| Molestie, molestie sessuali e violenza | Sensibilizzazione e politiche chiare per eliminare violenza e comportamenti abusivi. |
| Rischi fisici e salute mentale | Salute fisica e mentale sono collegate: serve un approccio di prevenzione ampio e integrato. |
| Rischi psicosociali nel settore sanitario e dell’assistenza sociale | Lavoro emotivamente impegnativo, carichi elevati e carenza di personale espongono molto i lavoratori. |
| Sostegno alla salute mentale al lavoro | Un ambiente inclusivo, di supporto e libero da stigma, che fa bene a tutti. |
Da dove cominciare
Il punto di partenza indicato dalla campagna è la valutazione dei rischi psicosociali, condotta insieme ai lavoratori e collegata al modo in cui l’organizzazione gestisce già salute e sicurezza. Carichi di lavoro eccessivi, scarso controllo sulle proprie attività e comunicazione carente sono tra i fattori che più erodono il benessere mentale, e sono gestibili con interventi sull’organizzazione del lavoro.
EU-OSHA mette a disposizione strumenti pratici: il kit della campagna, la guida per gestire stress e rischi psicosociali e lo strumento di valutazione dei rischi OiRA, consultabili sui siti dell’Agenzia.
Se vuoi capire come integrare la prevenzione dei rischi psicosociali nella tua organizzazione, contatta Ethics Consulting: partiamo dalla tua situazione e costruiamo insieme un percorso concreto.
